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La spada del destino: The Witcher 2

di Andrzej Sapkowski edito da Casa Editrice Nord stampato nel 2012 . Il libro ha 438 pagine. ISBN: 8842932426

Voto medio ( 4.3 su 5) su 65,377 voti

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La scheda di La spada del destino: The Witcher 2 su GoodReads

Geralt di Rivia è uno strigo, un assassino di mostri.

Ed è il migliore: solo lui può sopraffare un basilisco, sopravvivere a un incontro con una sirena, sgominare un’orda di goblin o portare un messaggio alla regina delle driadi, fiere guerriere dei boschi che uccidono chiunque si avventuri nel loro territorio…

Geralt però non è un mercenario senza scrupoli, disposto a compiere qualsiasi atrocità dietro adeguato compenso: al pari dei cavalieri, ha un codice da rispettare. Ecco perché re Niedamir è sorpreso di vederlo tra i cacciatori da lui radunati per eliminare un drago grigio, un essere intoccabile per gli strighi. E, in effetti, Geralt è lì per un motivo ben diverso: ha infatti scoperto che il re ha convocato pure la maga Yennefer, l’unica donna che lui abbia mai amato. Lo strigo sarà dunque obbligato a fare una dolorosa scelta: difendere il drago e perdere Yennefer per sempre, o infrangere il codice degli strighi pur di riconquistare il suo cuore.

Citazioni dal libro

Questa volta è Ranuncolo, il tuo amico bighellone, il fannullone scansafatiche, quel sacerdote dell'arte, stella luminosa della ballata e della poesia amorosa. Come al solito soffuso di gloria, gonfio come una vescica di porco e puzzolente di birra. Vuoi vederlo? (Nenneke)
Visitavo città e fortezze, cercavo gli avvisi attaccati alle colonnine degli incroci. Cercavo l'annuncio: C'È URGENTE BISOGNO DI UNO STRIGO. E poi di solito c'era un bosco sacro, un sotterraneo, una necropoli o delle rovine, un burrone in una foresta o una grotta pieni di ossa e di tanfo di carogna. E qualcosa che viveva con l'unico scopo di uccidere. Per fame, per piacere, spinto da una volontà morbosa, o per altre ragioni. Una manticora, una viverna, un nebbior, una aeshna, un ilyocoris, una chimera, un lesny, un vampiro, un ghul, un graveir, un lupo mannaro, un gigascorpion, una strige, una divoratrice, una kikimora, un wipper. E una danza nelle tenebre e un colpo di spada. E paura e ribrezzo negli occhi di chi poi mi consegnava la ricompensa. (Geralt di Rivia)
Il male è male, Stregobor. Minore, maggiore, medio, è sempre lo stesso, le proporzioni sono convenzionali, i limiti cancellati. Non sono un santo eremita, non ho fatto solo del bene in vita mia. Ma, se devo scegliere tra un male e un altro, preferisco non scegliere affatto. (Geralt di Rivia)
Il nostro ultimo incontro ha avuto luogo alla corte di re Idi a Kovir. Ci ero andato per ricevere il compenso per l'uccisione di un'anfisbena che terrorizzava i dintorni. Allora tu e il tuo confratello Zavist avete fatto a gara a chiamarmi 'ciarlatano', 'assurda macchina per uccidere' e, se ben ricordo, 'mangiacarogne'. Alla fine, non solo Idi non mi ha pagato nemmeno un soldo, ma mi ha dato anche dodici ore per lasciare Kovir e, siccome aveva la clessidra guasta, ho fatto appena in tempo. E adesso sostieni di contare sul mio aiuto. Di cosa hai paura, Stregobor? Dici di essere inseguito da un mostro. Se ti raggiungerà, digli che tu i mostri li ami, li proteggi e badi a che nessuno strigo mangiacarogne turbi la loro quiete. Certo, se poi il mostro ti sventrerà e ti divorerà, si dimostrerà terribilmente ingrato. (Geralt di Rivia)
Hai il diritto di credere che siamo governati dalla Natura e dal Potere racchiuso in essa. Ti è concesso ritenere che gli dei, compresa la mia Melitele, siano solo una personificazione di tale forza inventata a uso dei sempliciotti, perché la capiscano più facilmente e ne accettino l'esistenza. Per te si tratta di una forza cieca. Secondo me invece, Geralt, la fede permette di aspettarsi dalla natura ciò che la mia dea personifica: l'ordine, la legge, il bene. E la speranza. (Sacerdotessa Nenneke)
Quando là, nella sala, ho saputo chi eri, ti ho odiato e ho pensato tutto il male possibile di te. Ti ho considerato uno strumento cieco, assetato di sangue, qualcuno che uccide in maniera fredda e automatica, che ripulisce la lama dal sangue e conta i soldi. Ma mi sono convinto che il mestiere di strigo è davvero degno di rispetto. Tu ci proteggi non solo dal Male in agguato nelle tenebre, ma anche da ciò che si cela in noi stessi. Peccato che siate così pochi. (Duny)

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