William Gibson Giù nel cyberspazio

Giù nel cyberspazio

di William Gibson edito da Mondadori stampato nel 2001 . Il libro ha 329 pagine. ISBN: 8804480084

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La scheda di Giù nel cyberspazio su GoodReads

Tempo di lettura: 2 min.

Sette anni dopo gli eventi narrati in Neuromante, stanno succedendo cose strane nella Matrice, in particolare la proliferazione di entità simili a divinità vudù.

Due potenti multinazionali sono impegnate in una battaglia per il controllo (che si estende fino allo spazio) di una nuova e potente tecnologia (un bio-chip) impiegando hacker per attività di spionaggio e sabotaggio.

Secondo libro della trilogia Trilogia dello Sprawl. Ambientato in un prossimo futuro. Turner è un mercenario della multinazionale Hosaka; il cui compito è quello di convincere dirigenti di aziende concorrenti a passare alla Hosaka. Si tratta di un lavoro molto pericoloso che Turner fa sotto copertura: durante la sua ultima missione, a Nuova Dehli, un segugio di un’azienda rivale lo localizza e lo dilania in un’esplosione. Dopo un mese passato in una vasca di mantenimento in uno stato di sogno forzato mentre i chirurghi gli trapiantavano organi e arti clonati, Turner viene mandato in vacanza in Messico. Qui passa le giornate a guardare il mare, ascoltare il vento e fare sesso con Allison (una psicologa al soldo dell’Hosaka), finché per lui non arriva il momento di tornare al lavoro.

Il suo superiore, Conroy, gli affida la missione di aiutare Chistopher Mitchell, inventore degli avveniristici biochip della Maas Biolabs, a sfuggire al controllo dei suoi attuali datori di lavoro e a passare dalla parte della Hosaka. Per far questo occorre organizzare un blitz militare in piena regola con la copertura informatica di un team di cowboy della consolle. Intanto a Bruxelles anche la gallerista Marly Krushkhova, caduta in disgrazia per una brutta storia di un quadro falso spacciato per vero dal suo fidanzato, riceve un incarico del tutto inaspettato: il collezionista d’arte Josef Virek – un uomo affascinante ma terribile che vive da anni (da tanti, c’è chi dice sia virtualmente immortale) in una vasca di mantenimento collocata in un luogo segreto e dialoga col mondo con raffinatissimi software sensoriali – le chiede di rintracciare l’ignoto autore di alcune opere d’arte raffinatissime, delle scatole contenenti oggetti, ossa, ricordi. L’ultima tessera del mosaico è Bobby Newmark, un giovanissimo aspirante cowboy figlio di una patita delle telenovelas simstim che vive negli alienanti alveari dei Progetti e rimane quasi ucciso prima mentre cerca di entrare in un database, poi quando il suo condominio viene bombardato rendendolo orfano e senza casa e infine quando uno sconosciuto lo accoltella ripetutamente. Cosa c’era in quel database di tanto prezioso per darsi tanto da fare a far fuori un ragazzetto di periferie qualsiasi come lui? Per capirlo Bobby deve trovare il trafficante che gli ha passato il software rompi-ICE che Bobby ha usato per tentare di violare il database.

William Gibson passa a definire con maggior ricchezza e profondità il suo universo nel secondo romanzo della cosiddetta Trilogia dello Sprawl. I temi sono quelli a lui congeniali, con l’aggiunta di un’attenzione più marcata per la bionica e i cyborg. Nella sotto trama che vede protagonista Bobby fa capolino anche una dose inaspettata di misticismo con un cybersapzio abitato da presenze misteriose che si fa spazio anche magico e metafisico grazie anche alla simbologia del voodoo praticato dai cowboy della consolle.

Citazioni dal libro

E comunque Gentry era proprio strano, pensò Slick, sentendo scricchiolare le ginocchia mentre si alzava in piedi ed estraeva l'unità di controllo del Giudice dalla tasca della giacca. Gentry era convinto che il ciberspazio avesse una Forma, una configurazione globale e totale. Non era certo l'idea più da picchiati che Slick avesse mai sentito, però Gentry era ossessionato dalla convinzione che la Forma avesse un'importanza capitale. La comprensione della Forma rappresentava il suo Graal.
«È stata ferita» disse Kumiko, guardando la cicatrice. Sally abbassò lo sguardo. «Già.» «Perché non se l'è fatta togliere?» «A volte fa bene tenere a mente certe cose.» «Di essere stati feriti?» «Di essere stati stupidi.»

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